Juve, i 5 capi d'accusa a Comolli: acquisti sbagliati e incapacità di correggere gli errori

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Alla Continassa scricchiola la sedia di Comolli, l'uomo scelto un anno fa da Elkann per ridare equilibrio alla Juventus. Uomo di calcio navigato, con esperienze da osservatore e direttore sportivo fino alla presidenza del Tolosa, avrebbe dovuto riportare la Juve sulla strada del successo. Invece, dopo un anno di lavoro, il bilancio è drammatico: la squadra è fuori da tutto e va incontro a una perdita importante. Poco cambia se, dall'arrivo di Spalletti, la Juve è seconda solo all'Inter per punti conquistati in campionato.

1. Mercato fallimentare
Dal suo arrivo, Comolli ha commissariato il mercato, dando seguito a trattative avviate da Giuntoli e trascinandosi fino all'ultimo giorno per definire i rinforzi. In estate si era sbilanciato su Kolo Muani, poi sfumato, e al fotofinish ha portato Openda e Zhegrova, che insieme hanno totalizzato appena dieci presenze da titolari, senza lasciare il segno. Non è andata meglio con lo scambio Alberto Costa-Joao Mario, che fece arrabbiare Tudor. Il bilancio del mercato è fallimentare.

2. Rapporto incrinato con Tudor
Il rapporto tra Tudor e Comolli si è incrinato presto. I risultati negativi hanno portato all'esonero a novembre, nonostante il tecnico avesse evidenziato i limiti della rosa. Comolli non gli fece sconti al momento della presentazione di Spalletti, ma a fine stagione la realtà è simile: la Juve, già fuori da Coppa Italia e Champions, non è riuscita a chiudere il quarto posto, crollando in casa con squadre più deboli. Se due allenatori lamentano problemi simili, qualcosa non ha funzionato nella pianificazione.

3. Struttura debole e decisioni verticali
Comolli ha gestito il mercato estivo con intermediari esterni, rimandando la scelta di un capo scouting. Solo a pochi giorni dal mercato invernale ha scelto Ottolini come ds, che ha cercato un centravanti, mentre l'ad e Modesto hanno fatto il blitz per Boga. L'utilità di un vice Yildiz era palese, ma chiudere il mercato di riparazione senza centravanti è stato il problema principale.

4. Trattative confuse e sterzate estreme
La gestione di Comolli non è stata lineare: Vlahovic è rimasto sul mercato per tutta l'estate, ma ha puntato i piedi per restare. Kolo Muani non si è chiuso, come altri giocatori che avrebbero alzato il livello. Al cambio allenatore, dopo aver acquisito la disponibilità di Spalletti, Comolli ha preso tempo per colloquiare Palladino. La tendenza a complicare le trattative ha creato problemi.

5. Incapacità di correggere gli errori
Quasi mai quest'anno sono stati corretti in corsa gli errori commessi. La crisi dell'attacco non è mai stata risolta, la solidità difensiva è stata trovata solo grazie a Bremer. Comolli ha sondato scoutman stranieri senza accordo, restando sempre un passo indietro. A gennaio ha preso Boga (13) pur dovendo prendere un 9, scegliendo spesso giocatori con caratteristiche diverse da quelle funzionali al gioco della Juve. David e Openda in panchina nell'ultima sfida con la Fiorentina è la fotografia di una stagione condizionata da scelte sbagliate.

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