Modena, Salvini attacca: “Via la cittadinanza a chi commette reati”. Il Pd: “Cavalca la paura”
Sui fatti di Modena continuano le prese di posizione e le polemiche all’interno del mondo politico. In primis la Lega, che attraverso il segretario e vicepremier Matteo Salvini continua ad attaccare sulla revoca della cittadinanza per chi commette reati. E sull’attentatore Salim El Koudri, che tempo fa scriveva “Bastardi cristiani di me**a, vi brucio Gesù Cristo. Datemi un lavoro”, commenta: "Italianissimo, laureato e perfettamente integrato, non vi pare? Chissà se qualcuno tenterà ancora di minimizzare l'attentato di Modena. Vediamo se tivù e stampa di sinistra censureranno anche queste parole d'amore. Avanti con la proposta di legge della Lega per revocare la cittadinanza e il permesso di soggiorno a chi commette gravi reati".
Replicando a chi gli chiedeva della proposta della Lega sullo stop alla cittadinanza per chi delinque, il responsabile organizzazione di FdI, Giovanni Donzelli, spiega: "È un tema delicato perché ci sono anche dei dettagli pratici: nel momento in cui ottieni la cittadinanza perdi quella del Paese d'origine" quindi "se togli la cittadinanza e non c'è l'accordo internazionale la persona resta senza cittadinanza. Il servizio studi della Camera ha espresso queste complicazioni tecniche. Da questo punto di vista la legge fa il suo iter".
Per Forza Italia, Raffaele Nevi, ospite a Start su Sky Tg24, dice: "Sull'immigrazione la nostra posizione non cambia: massima rigorosità nei confronti di immigrati e clandestini. Massima invece integrazione di tutte quelle persone che vogliono venire nel nostro Paese per lavorare, studiare, impegnarsi a costruire una vita qui rispettando le regole". Si può ragionare sul ritiro del permesso di soggiorno o di cittadinanza acquisita nel caso di delitti e di crimini? "Si può ragionare intorno alle norme sulla cittadinanza, poi revocare la cittadinanza è una questione che incontra dei problemi di costituzionalità. La vedo più difficile", aggiunge il forzista.
Per la capogruppo del Pd alla Camera, Chiara Braga, "le parole di Salvini sono molto gravi, tanto più perché arrivano da un vicepresidente del Consiglio, e aprono uno scontro nella maggioranza. Come ha detto Piantedosi, siamo di fronte a situazioni di grave disagio psicologico: su temi così delicati non serve propaganda, ma cura, prevenzione e più risorse per la salute mentale, oggi del tutto insufficienti".
C’è poi una lettera aperta firmata da 30 esponenti del Pd, tra cui la deputata Ouidad Bakkali, “donne e uomini, figlie e figli di migrazioni iniziate in questo Paese quarant’anni fa”. Tra loro, molti eletti nelle amministrazioni locali. "Davanti a un fatto così grave, le parole pubbliche dovrebbero essere all’altezza – scrivono -. E invece, pochi minuti dopo l’accaduto, ancora prima che emergessero elementi di contesto, una parte della politica e dell’informazione ha scelto un’altra strada: trasformare una tragedia in un’occasione di propaganda".
L’appello prosegue: “Questa non è sicurezza. Non è giustizia. Non è responsabilità. È la scelta di usare un fatto gravissimo per alimentare paura, sospetto e odio contro intere comunità, contro una generazione, contro persone che vivono, studiano, lavorano, amministrano e partecipano alla vita democratica di questo Paese. Il dramma di Modena, per quanto emerso e come confermato anche dal ministro dell’Interno, si colloca dentro il tema del disagio psichiatrico. Questo non attenua in alcun modo la gravità dei fatti, né il dolore delle vittime. Al contrario, chiama la politica e le istituzioni a una responsabilità più seria: affrontare il tema della salute mentale, dell’accesso ai servizi, della prevenzione, della presa in carico delle fragilità".
Per il segretario di Sinistra italiana ed esponente di Avs, Nicola Fratoianni, “mentre a Modena la città si stringe per affrontare il suo dolore e per respingere l'odio, Salvini e la Lega si confermano degli sciacalli, solo per nascondere il fallimento completo delle loro politiche sulla sicurezza. È del tutto inaccettabile".