Ecco perché non si può togliere la cittadinanza all’aggressore di Modena
Il caso dell'aggressore di Modena, che ha ferito diverse persone in un attacco avvenuto nei giorni scorsi, ha riacceso il dibattito sulla possibilità di revocare la cittadinanza a chi compie atti di violenza estrema. Tuttavia, secondo gli esperti di diritto costituzionale, la strada è giuridicamente impervia.
La Costituzione italiana, all'articolo 22, stabilisce che nessuno può essere privato della cittadinanza per motivi politici. La revoca è possibile solo in casi tassativamente previsti dalla legge, come l'acquisizione fraudolenta o la rinuncia volontaria. L'aggressore, nato in Italia da genitori stranieri, ha ottenuto la cittadinanza per nascita, e la legge non prevede la revoca per reati commessi successivamente.
Il ministro dell'Interno ha dichiarato che si valuteranno tutte le opzioni, ma i giuristi ricordano che la Corte Costituzionale ha più volte ribadito il principio di irrevocabilità della cittadinanza acquisita per nascita. Anche in altri Paesi europei, come la Germania, la revoca è limitata a casi di doppia cittadinanza e reati gravi, ma con procedure complesse.
L'unica strada percorribile, secondo alcuni esperti, sarebbe una modifica legislativa, ma richiederebbe un ampio consenso parlamentare e potrebbe scontrarsi con i principi costituzionali. Intanto, l'aggressore resta in carcere in attesa del processo, mentre la comunità di Modena cerca di elaborare il trauma.