Garlasco, l'impronta del mignolo di Stasi sul dispenser che ribalta la sentenza
Dopo quasi vent'anni, spunta l'impronta del mignolo destro di Alberto Stasi sul dispenser del sapone. È una delle prove a discarico emerse nella nuova indagine che punta su Andrea Sempio come unico assassino di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli a Garlasco.
La scoperta della traccia sull'erogatore del sapone, appoggiato sul lavabo del bagno, demolisce uno dei punti cardine della sentenza con cui la Corte d'Appello bis nel 2014 ha inflitto 16 anni all'allora fidanzato della vittima. Secondo l'accusa, il porta sapone era stato scrupolosamente lavato dall'ultima persona che l'aveva maneggiato, dopo essersi lavato le mani insanguinate nel lavandino, anch'esso risciacquato nonostante vi fossero rimasti quattro lunghi capelli scuri mai repertati.
Su quel dispenser erano state rilevate due impronte ravvicinate dell'anulare destro di Stasi, nella zona attigua all'etichetta sulla parte frontale. Null'altro, secondo la sentenza confermata dalla Cassazione. Eppure il consulente della difesa aveva individuato altre nove impronte non attribuite. Ora i consulenti dattiloscopisti nominati dalla Procura di Pavia, il tenente colonnello del Ris di Roma Gianpaolo Iuliano e l'esperto Nicola Caprioli, hanno evidenziato tra le tracce sconosciute un'ulteriore impronta di Stasi, corrispondente per 14 punti: si tratta del mignolo della mano destra, contiguo all'anulare.
La posizione dell'impronta del mignolo destro sotto l'anulare sinistro è compatibile con una normale presa per l'utilizzo del dispenser da parte di una persona che si lava tranquillamente le mani. Non certo con un lucido assassino che avrebbe messo in atto una presa acrobatica per non lasciare tracce. Stasi, la sera prima dell'omicidio, era nella villetta e con Chiara aveva consumato una pizza.